Una nuova luce sulla pelle con i cosmetici biologici Bellezza Bio Montalto

//Una nuova luce sulla pelle con i cosmetici biologici Bellezza Bio Montalto

I cosmetici biologici dell’azienda Bellezza Bio Montalto rivestono la pelle di una nuova radiosità grazie alla presenza di materie prime naturali e biologiche che grazie a un particolare processo di lavorazione mantengono inalterata la loro vitalità.

“I cosmetici sono nutrimento per la nostra pelle ed è quindi importante che siano formulati con materie prime naturali e biologiche, coltivate nel massimo rispetto dei tempi della natura, e che  mantengano a lungo inalterata la loro vitalità”. Queste le parole di Giuseppe Montalto che riassumono la filosofia di Bellezza Bio Montalto, azienda di Busto Arsizio specializzata nella produzione di cosmetici biologici che affonda le sue radici nel 1957, quando Giulia e Filippo decidono di aprire uno dei primi centri benessere italiani. Negli anni del boom economico che vedevano nella plastica, nel moplen e nel petrolio il futuro, oltre che il presente, e che guardavano con favore all’impiego di ingredienti di sintesi anche nella cosmesi la coppia è andata controcorrente attuando una vera rivoluzione nella formulazione dei prodotti di bellezza con la precisa scelta di utilizzare, nel loro processo di produzione, materie prime tutte naturali e biologiche per sfruttare al meglio le preziose proprietà delle erbe e delle piante. Abbiamo parlato della storia di questa particolare azienda con Giuseppe Montalto in un’intervista che spazia liberamente tra passato e futuro, ricca di spunti di grande interesse e attualità.

Quando e come ha avuto inizio la storia di Bellezza Bio Montalto?
“Possiamo dire di essere stati i pionieri del biologico nel campo della cosmesi: l’anno prossimo festeggeremo 60 anni di vita. Sosteniamo il concetto del biologico puro non dettato da un’esigenza commerciale o di moda, ma da una filosofia di pensiero e di vita nel pieno rispetto della salute delle persone e dell’ambiente che ci circonda. Abbiamo sempre formulato dei prodotti che avessero queste caratteristiche e che sono chiaramente diversi da quello che è il cosmetico convenzionale da un punto di vista organolettico. L’azienda nasce nel gennaio del 1957 da una storia d’amore: due persone, Filippo e Giulia, s’incontrano dando vita a una famiglia e a questa attività l’anno successivo. Sono gli anni della plastica e del moplen, in cui tutto quello che è derivato dal petrolio rappresenta il futuro oltre che il presente. Invece Filippo e Giulia decidono di utilizzare le conoscenze, soprattutto di Giulia, della botanica e quindi delle erbe e delle loro proprietà per inserirle in ambito cosmetico sostenendo fermamente il concetto di ‘portare in profondità’ attraverso i sieri e di nutrire la pelle mediante prodotti che possano entrare in sintonia con la stessa per essere meglio assorbiti e assimilati. Nel 1976 Filippo, insieme ad altri importanti imprenditori del settore, fonda ‘Herbora’, la prima fiera dell’erboristeria italiana a Verona. Il primo nome dell’azienda è francese, ‘Juliette Alysque’, sulla scia della moda del tempo che imponeva nomi francesizzanti; tutto ciò che era francese era infatti considerato sinonimo di eccellenza per quello che riguardava cosmesi, moda e bellezza”.

Quando ha preso in mano le redini dell’azienda?
“Negli anni ‘80 sono entrato in azienda, con Enrica, la mia Compagna di Vita, e abbiamo eliminato tutti i derivati animali del prodotto – collagene, elastina, placenta, oli animali – per iniziare a inserire le piante da agricoltura biologica o meglio ancora da agricoltura biodinamica. Nel ’90 ho cambiato il nome ‘Juliette Alysque’ per sostituirlo con ‘Montalto Natura’ per rendere l’azienda ancora più affidabile e credibile”.

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono i cosmetici Bellezza Bio Montalto?
“La mia prima linea di make up naturale al 100% è stata presentata il 29 settembre del 2000: punta di diamante il rossetto commestibile dotato di packaging realizzato in collaborazione con ‘Novamont’, realizzato in Mater-Bi. Siamo stati antesignani in questo: basti pensare che allora non c’erano ancora nemmeno i sacchetti per l’umido – stiamo parlando del 2000. Volevamo trasmettere il concetto che tutto quello che utilizziamo ritorna al ciclo naturale di vita per cui è fondamentale cercare di utilizzare sostanze il più possibile biocompatibili; quindi, oltre al rossetto che si poteva mangiare, anche il packaging che si poteva biodegradare. Mi sento felice perché, attraverso la mia produzione, sto contribuendo a migliorare la Terra”.

E a migliorare anche il benessere e la salute delle persone. Perché è vero che un cosmetico è un prodotto ad uso esterno, ma è altrettanto vero che quando lo applichiamo sulla pelle i suoi principi attivi vengono assimilati: per questo attraverso la pelle nutriamo anche il nostro corpo…
“Tutti i prodotti che ci mettiamo sul viso e sul corpo vengono naturalmente ‘mangiati’: non a caso ho chiamato i miei prodotti ‘cibo per la pelle’®. La pelle assorbe il cosmetico e per questo ci tengo a far capire alle persone quanto sia importante utilizzare dei prodotti assolutamente sani. Ho sempre sostenuto questo concetto e i cosmetici che ho utilizzato per le mie figlie quando sono nate sono stati i miei senza che vi fosse scritto nello specifico ‘per bambini’, proprio perché so cosa ci metto!”.

Facendo riferimento alle caratteristiche dei suoi prodotti, dietro le tecniche di produzione c’è un sistema particolare?
“Assolutamente sì. Quando realizziamo un prodotto scombiniamo l’energia della materia prima. Un cosmetico è composto da diverse sostanze e io devo fare in modo che vadano d’accordo in virtù del risultato finale che si deve ottenere. Ho provato a fare delle sperimentazioni per verificare l’energia vitale della materia prima del mio prodotto finito e il risultato è stato sorprendente; riesco infatti a ottenere un prodotto con un’energia vitale più alta della materia prima che vi ha dato origine. Quando andiamo a mettere un prodotto sulla nostra pelle è molto importante il fatto che debba possedere una buona energia vitale e il processo di lavorazione è fondamentale e decisivo a questo proposito. Se una persona mi dice che quando mette un mio cosmetico sulla pelle e sul corpo prova gioia, significa che percepisce quella buona energia vitale che c’è nel prodotto. E questo fa la differenza”.

Che tipo di riscontro hanno i vostri prodotti? Il pubblico riesce a comprendere le caratteristiche peculiari che sono alla base della loro produzione?
“Diciamo che c’è una forbice: da un lato è presente una categoria di persone che è assolutamente incredula e non vuole ragionare su questi concetti. Dall’altro c’è invece chi li sposa completamente. In generale la nostra energia è in tutto quello che facciamo e quindi mettere una buona energia nel lavoro che si svolge fa la differenza. Ciò che ci contraddistingue è la luce che possiamo portare agli altri e a questo proposito un caso della vita mi ha portato a conoscere la ‘Dioscorea batatas’ – o Radice di luce® – pianta originaria dell’Estremo oriente di cui ha parlato Steiner nel 1920; secondo i suoi studi è l’unica a trattenere nel suo rizoma la luce eterica e sembra inoltre che sia dotata di una forza vitale fuori dall’ordinario; tant’è che lo studioso aveva scritto già all’epoca che sarebbe stata utile all’uomo di domani. Oggi quasi tutto ciò che utilizziamo e che mangiamo è conservato, tenuto al buio e anche noi stessi trascorriamo buona parte delle nostre giornate sotto le luci artificiali. In più manchiamo spesso di luce interiore ”.

Avete quindi creato la linea ‘Radice di Luce’ a base di un principio attivo mai utilizzato prima in ambito cosmetico…
“Ѐ così: la nostra linea di cosmetici caratterizzata dalla ‘Radice di Luce’ può venire in aiuto all’uomo di oggi. Abbiamo cercato di utilizzare questa pianta per portare alla pelle luminosità, positività, energia vitale: è questo che voglio trasmettere attraverso la mia attività. Non dimentichiamo che la lavorazione delle materie prime è ciò che fa tanto la differenza in un prodotto; le lavoro, ad esempio, seguendo le fasi lunari”.

Adesso il vostro marchio è “Bellezza Bio Montalto”: frutto di un’altra fase della vostra evoluzione…
“Esattamente. Con l’inserimento di nostra figlia Silvia, da ‘Montalto Natura’ siamo diventati ‘Bellezza Bio Montalto’ per essere meglio identificati come azienda produttrice di cosmetici biologici di altissima qualità. Nel nostro logo è rappresentato un rametto con cinque foglie: sono le foglie dell’acacia, pianta importantissima dalle molteplici proprietà e simbolo della vita. L’Arca dell’Alleanza era stata realizzata in legno d’acacia rivestito d’oro; è inoltre una pianta che dà salute al terreno, dai fiori bellissimi e profumatissimi che si possono anche mangiare. Il suo legno non imputridisce e non marcisce ed è duro e resistente. Quindi abbiamo scelto la foglia di acacia di forma ovale per contraddistinguere tutti i nostri prodotti; tra l’altro mi sono accorto che l’ovale richiama i petali del fiore della vita, figura geometrica dal forte valore simbolico. E ovale è poi la forma di tutti gli orifizi del nostro corpo: occhi, narici, bocca, orecchie, genitali. Sono tutti a forma di mandorla ed ecco che rimandano alla vita. Tutti questi concetti sono racchiusi nei miei prodotti e spero che i consumatori li percepiscano dandogli il giusto valore e importanza”.

Fonte: http://www.farebio.it/

2017-08-01T15:05:12+00:00 12 luglio 2016|Notizie sui prodotti Montalto|